Per riadattare il vecchio stabilimento alle nuove esigenze, Google ha dovuto realizzare un sistema di raffreddamento ad acqua marina, oltre ad accollarsi I costi della struttura e quelli dei server: il tutto, per l’appunto, con un investimento di 200 milioni di euro.
Secondo una ricerca condotta da Cisco, lo scorso anno i data center hanno pesato per l’1,5% sull’uso complessivo di elettricità sul pianeta e se è vero come sembra essere vero che nel prossimo quinquennio in traffico Internet è destinato a quadruplicare, non è difficile immagina re come mai per aziende come Google il contenimento dei costi associati al consumo elettrico diventi prioritario.
Pare che altri big player americani si stiano muovendo nella stessa direzione e c’è chi sussurra con convinzione il nome di Facebook, se pure in assenza di qualsiasi conferma da parte della società di Zuckerberg.
Se a questi si aggiungono l’infrastruttura di comunicazione eccellente, il basso rischio di disastri ambientali e la vicinanza con un mercato emergente come quello russo, non è difficile comprendere come il sogno nordico possa diventare realtà.
Fonte:
http://www.01net.it/a-qualcuno-piace-freddo/0,1254,0_ART_143829,00.html
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